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Chi crea linux?

Steven J. Vaughan Nichols

Q: Who Really Creates Linux? A: The Enterprise

http://www.linux-watch.com/news/NS6229131777.html

Articolo tradotto

Chi crea Linux?

Alcune persone pensano ancora erroneamente che Linux sia scritto da hackers poco puliti che vivono e lavorano nelle cantine delle case dei genitori, la cui unica vita sociale si riduce a dispute tramite IRC su ciò che è migliore tra vi ed EMACS, ed a dibattiti tra Picard contro il Cap. Kirk. Nulla può essere più lontano dalla realtà.

La LF (Linux Foundation) ha appena emesso un nuovo rapporto: "Linux Kernel Development: How Fast It is Going, Who is Doing It, What They are Doing, and Who is Sponsoring It." (Sviluppo del Kernel Linux: Quanto è rapido, Chi lo sta facendo, Cosa si sta facendo, e Chi lo supporta).
Questo studio completo dei tre ultimi anni dello sviluppo del kernel Linux, dalla rel. 2.6.11 alla 2.6.24, rivela che lo sviluppatore medio è pagato dalle maggiori Aziende informatiche per sviluppare Linux.

Per essere precisi, negli ultimi tre anni una percentuale tra il 70% ed il 95% degli sviluppatori è stata pagata per lavorare su Linux. Come è scritto nel rapporto, più del 70% del contributo totale al kernel è venuto da sviluppatori di IBM, Intel, The Linux Foundation, MIPS Technology, MontaVista, Movial, NetApp, Novell e Red Hat.

Con il passare degli anni, il numero degli sviluppatori Linux è andato aumentando. Se per la rel. 2.6.11 è stato introdotto nel kernel il codice di soltanto 483 sviluppatori, nella rel. 2.6.24 è stato introdotto il codice di ben 1057 sviluppatori. Negli ultimi tre anni 3678 programmatori hanno visto il loro lavoro inserito nel core Linux.Detto questo, il rapporto ha inoltre stabilito che nonostante il grande numero di sviluppatori individuali, un relativamente piccolo numero di essi svolge la maggioranza del lavoro.

Negli ultimi tre anni, i maggiori 10 sviluppatori hanno contribuito almeno al 15% del totale delle modifiche, ed i maggiori 30 al 30%.Infatti, i maggiori 5 sviluppatori: Al Viro (1.9% del totale delle modifiche al kernel); David Miller (1.8 %) Adrian Bunk (1.7 %); Ralf Baechle (1.6%); e Andrew Morton (1.5 %), da soli hanno realizzato l'8.5% delle recenti modifiche al codice.Sul totale degli sviluppatori, il 74.1% ha lavorato su Linux per conto delle loro società di appartenenza. Del restante numero, molti 12.9% con un impiego non conosciuto hanno eseguito 10 modifiche al kernel o meno di questo. Soltanto il 13.9% ha lavorato su Linux inequivocabilmente per hobby.

Così, anche se Linux beneficia di un sostanziale contributo da parte di hobbysti, la grande maggioranza di questo proviene da programmatori aziendali. Le aziende che stanno costruendo Linux, nell'ordine del loro contributo al kernel, sono:

1) Red Hat, 11.2 %
2) Novell, 8.9 %
3) IBM, 8.3 %
4) Intel, 4.1 %
5) Linux Foundation, 3.5 %
6) SGI, 2.0 %
7) MIPS Technology, 1.6 %
8) Oracle, 1.3 %
9) MontaVista, 1.2 %
10) Linutronix, 1.0 %

In aggiunta, il lavoro dei consulenti ha contribuito per il 2,5% del totale.

Gli autori dello studio, gli svilupatori del kernel Jonathan Corbet e Greg Kroah-Hartman, ed il direttore del marketing dalla Linux Foundation Amanda McPherson fanno altresì notare che "ciò che vediamo è che un piccolo numero di aziende è responsabile di una grande porzione del totale delle modifiche al kernel. Ma vi sono anche società di grandi dimensioni che hanno introdotto significative modifiche". Essi inoltre precisano che "nessuna di queste società ha contribuito per motivi caritatevoli; in ciascun caso, esse hanno capito che migliorare il kernel le aiuta ad essere più competitive nelle loro aree di mercato."

A fianco di aziende che vendono distribuzioni Linux come Red Hat, Novell e MontaVista e la cui motivazione al profitto è chiara, lo studio fa notare che "società come IBM, Intel, SGI, MIPS, Freescale, HP, etc stanno tutte lavorando per far sì che Linux giri correttamente con il loro hardware. Ciò rende la loro offerta più attraente nei confronti degli utilizzatori Linux, incrementando le vendite."

Altre compagnie che lavorano allo sviluppo di Linux, "come Sony, Nokia e Samsung, incamerano Linux come componente di prodotti quali videocamere, apparecchi televisivi e telefoni cellulari. Lavorando al processo di sviluppo queste società si assicurano che Linux continuerà ad essere una base affidabile per i loro prodotti nel futuro."

In questi ultimi tempi non vi sono solo aziende operanti nel campo dell'IT che lavorano per migliorare Linux. Per esempio, i relatori dello studio dichiarano che "il kernel 2.6.25 includerà una implementazione di PF_CAN [Controller Area Network] un protocollo di rete al quale ha contribuito la Volkswagen. PF_CAN permette comunicazioni affidabili in contesti soggetti ad interferenze " come quelli che si trovano in un'auto. Linux ha fornito alla VW una piattaforma nella quale essa potrà sviluppare il suo codice, e l'azienda ha ritenuto vantaggioso rilasciarlo a sua volta in modo che venga manutenuto con il resto del kernel.

Così, da quando il tipico sviluppatore Linux è sempre di più un ingegnere informatico, che lavora a tempo pieno in una azienda (anche di grandi dimensioni) ed appartiene alla classe medio-alta, come può resistere ancora la leggenda alimentata da FUD (Fear, Uncertainity and Doubt ? Paura, Incertezza e Dubbio) al riguardo? McPherson è convinto che ciò è dovuto perchè "è difficile per la maggioranza delle persone credere alla cooperazione di massa competitiva. Ovviamente è un grande salto dal vecchio concetto del comando e controllo. Per la maggioranza della gente è difficile comprendere come aziende pagheranno persone per lavorare a del software che i concorrenti potranno usare e fare dei profitti con esso.". McPherson continua: "la gente è ancora ancorata al concetto del guadagno ottenuto facendo perdere i concorrenti (zero sum game) tipico del passato. Ma ora, con situazioni come questa, si può vedere come la società che supportano l'Open Source fanno realmente profitto attraverso la condivisione della Ricerca e Sviluppo. Il mito persiste, ma diventando il concetto di Open Source sempre più comune e diffuso di quello dello sviluppo proprietario, penso si vedrà un grande spostamento della percezione di ciò."