Memoria presentata alla Commissione VIII da parte di GlugTo
Memoria da parte di GNU/Linux User Group Torino sul PDL 132 Consiglio Regionale Piemonte
Il GNU/Linux User Group di Torino, associazione di volontariato nata per la divulgazione del software libero, appoggia in modo completo la proposta di legge 132 presentata presso il Consiglio Regionale del Piemonte.
Questa netta scelta di campo da parte nostra ha radici in alcune considerazioni che riportiamo di seguito:
- Migliaia di euro vengono spesi dall'Amministrazione Pubblica annualmente per il pagamento di licenze per l'utilizzo di software proprietari; soldi che vanno esclusivamente a incrementare i guadagni di grossi marchi, che agiscono sul mercato per lo più in posizione di monopolio. Questi marchi, essendo per lo più extra europei, non inducono sicuramente un ciclo virtuoso di incremento di nuova conoscenza scientifico-tecnologica ed incremento occupazionale ad elevata professionalità nell'ambito nazionale o perlomeno europeo, ma esclusivamente la formazione di meri esecutori di operazioni di cui non è dato conoscerne appieno il significato.
- Un altro aspetto fondamentale è quello che riguarda la documentazione del software e delle strutture dati utilizzate per la scrittura di nuovo codice. È diventato un tormentone mondiale il fatto che dati implementati mediante strutture non più presenti sul mercato perché dismesse dalle case produttrici non possano più essere lette o modificate. Questo significa la perdita di dati acquisiti spesso con impiego di migliaia di ore lavorative, strumentazioni costose e altamente professionali, storia dell'evento stesso che si vuole mantenere e memorizzare. Il software libero non butta via niente:modifica, trasforma, innova, riutilizza e soprattutto documenta perché condivide per poter divulgare cultura informatica: dietro non c'è "businness" speculazioni o tangenti bensì passione, professionalità, sfide nell'applicarsi a fare meglio.
- Facciamo notare che i software nei quali vengono spesi i soldi dei contribuenti per lo più fanno parte di "tools" che riguardano la produzione di documenti, manipolazione di dati sensibili coperti dalla legge sulla privacy, manipolazione di tabelle di vario genere, utilizzo di data base relazionali, utilizzo di server per LAN, progettazione e implementazione di siti Web ecc. ecc. che sono ampiamente presenti nell'ambito del software libero (open) e che hanno ormai dato prova di essere estremamente affidabili, facilmente reperibili, ampiamente documentati e soprattutto rapidamente manutenibili: la garanzia è la rete internet mediante la quale migliaia di programmatori esperti, a livello internazionale, al verificarsi di instabilità, malfunzionamenti, insicurezze a vari livelli intervengono in tempo reale per porvi rimedio raggiungendo il risultato in tempi estremamente brevi.
- Una puntualizzazione a sé merita la problematica dei sistemi di cifratura e di certificazione dei dati. Vista la delicatezza dell'argomento, si pone l'accento su due aspetti: in primo luogo un sistema di sicurezza insicuro può essere più pericoloso della consapevolezza di non averne affatto. In secondo luogo, l'efficacia di un sistema di sicurezza basato sulla segretezza degli algoritmi che lo implementano dipende esclusivamente dalla cura con cui detta segretezza è custodita. Alla luce di quanto sopra è evidente che sistemi di cifratura di cui sia garantito il funzionamento sono esclusivamente quelli dei quali siano noti gli algoritmi e per i quali si utilizzino implementazioni continuamente monitorabili quali sono quelle offerte dal software libero. Suggeriamo quindi di aggiungere un paragrafo all'articolo 5 o di crearne uno nuovo tout-court del tipo:"Qualora si renda necessario utilizzare sistemi di cifratura dei dati o sistemi di certificazione (firma digitale) la Regione utilizza esclusivamente sistemi di cifratura i cui algoritmi siano di pubblico dominio. Al fine di poter monitorare l'efficacia di detti sistemi, altrettanto di pubblico dominio deve essere il codice sorgente delle procedure che ne implementano il funzionamento. Il software dedicato ai sistemi di cifratura e di autenticazione è espressamente escluso dall'ambito di applicabilità dell'art. 6, commi 4 e 5".
- Un ultimo punto che vogliamo evidenziare è il fatto che in questi ultimi anni, caratterizzati da una rapida e internazionale diffusione di internet, il software libero ha consentito la creazione di una grande quantità di piccole esperienze imprenditoriali in ambito informatico che non avrebbe potuto decollare con l'utilizzo del software proprietario visto l'onere, spesso non indifferente, dovuto al pagamento delle "royalities".
Come associazione siamo estremamente scettici nei confronti di coloro che, appartenendo a gruppi informatici multinazionali, sbandierano il vessillo della libertà del mercato come libertà imprenditoriale del singolo individuo, quando poi, mediante l'ausilio di gruppi di potere politico, cercano di tarpare le ali a una qualsiasi iniziativa che imponga un metodo di scrittura del software che si appoggi sulla libertà di poterne conoscere e modificare, in ogni momento, il contenuto (divulgazione del sorgente).
L'informatica è costituita, per sua natura, da un insieme di algoritmi che si basano su principi matematici universali: pensare di poter privatizzare, per speculazione economica, un qualsiasi processo deduttivo derivante da assiomi che sono oggettivamente di proprietà del genere umano è una appropriazione indebita; sarebbe come voler mettere il copyrigth al Teorema di Pitagora avendo tracciato, con un programma proprietario, i quadrati sull'ipotenusa e i cateti su di un triangolo rettangolo.
A nome di GNU/LINUX USER GROUP Torino
(segue firma del Presidente)